Lo scorso 9 ottobre, presso la sede della IE Tower di Madrid, è stata presentata la relazione “Investire nel Mediterraneo”, uno studio promosso da The European House – Ambrosetti (TEHA) in collaborazione con Amazon e con la partecipazione della IE University. Il progetto, presieduto da Enrico Letta, Dean della IE School of Politics, Economics and Global Affairs e Presidente dell’Istituto Jacques Delors, analizza le opportunità di investimento nei paesi mediterranei, con particolare attenzione a Spagna e Italia, due economie chiave della regione.

Il rapporto, redatto da un comitato di esperti composto da Carlo Altomonte (SDA Bocconi), Patricia Gabaldón (IE University) e Jordi Sevilla (economista ed ex ministro delle Pubbliche Amministrazioni), offre una radiografia comparata dell’attrattiva economica e della competitività di entrambi i paesi. La ricerca prende come riferimento l’Indice di Attrattività Globale sviluppato da TEHA, che misura il potenziale di un paese in termini di sostenibilità e capacità di attrarre investimenti diretti esteri (IDE).

La Spagna e i suoi progressi in termini di competitività

I risultati dello studio mostrano un’evoluzione positiva della Spagna in termini di competitività e attrattività degli investimenti. Dal 2020, il Paese ha migliorato di 5,7 punti la sua attrattiva per gli investimenti esteri, contro un aumento di 4,6 punti registrato dall’Italia. Questo progresso si basa su fattori strutturali quali la digitalizzazione, il miglioramento del mercato del lavoro e la crescita del PIL, che tra il 2010 e il 2024 è aumentato del 18,8% (contro il 6,2% in Italia).

La Spagna è inoltre leader in indicatori chiave in materia di trasformazione digitale, distinguendosi per la copertura di reti ad alta capacità e per lo sviluppo di servizi pubblici digitali, dove supera ampiamente la media europea e l’Italia.

Fattori determinanti e sfide comuni

L’analisi identifica nove aree fondamentali per l’attrattività degli investimenti: il quadro macroeconomico, le infrastrutture fisiche e digitali, la fiscalità, l’efficienza amministrativa, il sistema giudiziario, il mercato del lavoro, l’istruzione, le politiche di attrazione dei talenti e la qualità della vita.

Sebbene la Spagna abbia registrato una dinamica di crescita più forte negli ultimi anni, lo studio evidenzia anche la maggiore omogeneità amministrativa del sistema italiano, che favorisce la stabilità normativa e una minore frammentazione territoriale.

Un dialogo strategico per il futuro del Mediterraneo

Durante la presentazione, gli esperti hanno sottolineato l’importanza di promuovere politiche coordinate che rafforzino la regione mediterranea come destinazione strategica per gli investimenti internazionali. Secondo Valerio De Molli, socio amministratore e CEO di TEHA Group, “attrarre investimenti stranieri deve essere una priorità strategica per i paesi mediterranei”, essendo grandi aziende internazionali un motore di occupazione e crescita.

Da parte sua, Ruth Díaz, direttrice generale di Amazon in Spagna, ha sottolineato il ruolo della digitalizzazione come motore chiave dello sviluppo economico e la necessità di avanzare verso un quadro normativo più stabile e armonizzato in Europa. Dal suo arrivo in Spagna nel 2010, Amazon ha investito oltre 20 miliardi di euro e ha generato un impatto di 17 miliardi di euro sul PIL nazionale.

Fonte: IE Uiversity