Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’economia spagnola, stimando una crescita del 2,9% nel 2025 e del 2,0% nel 2026, il che colloca la Spagna come l’economia avanzata con la maggiore crescita prevista per il secondo anno consecutivo. Queste cifre superano persino le proiezioni del Governo spagnolo, che prevedeva un aumento del 2,7%.
Secondo il FMI, la Spagna mantiene un’espansione solida grazie al dinamismo dell’occupazione, alla forza del turismo e allo stimolo dei fondi europei Next Generation EU, che continuano a finanziare progetti di modernizzazione nelle infrastrutture, nella digitalizzazione e nella transizione energetica.
Fattori che alimentano la crescita
Mercato del lavoro resiliente. L’occupazione continua a crescere con forza, trainata dalle assunzioni nei servizi, nel turismo e nell’industria, oltre che dall’integrazione di nuovi lavoratori immigrati.
Turismo da record. Il settore turistico vive una nuova fase di espansione, superando i livelli pre-pandemia e offrendo un impulso decisivo al PIL.
Fondi europei e transizione verde. Gli investimenti legati al Piano di Ripresa hanno sostenuto la domanda interna e favorito i progressi nelle energie rinnovabili e nella digitalizzazione delle imprese.
Maggiore proiezione internazionale. Il miglioramento della connettività aerea, delle esportazioni e degli investimenti esteri consolida la Spagna come uno dei poli più dinamici d’Europa.
L’inflazione, la principale sfida
Nonostante la buona performance macroeconomica, persistono sfide significative. L’INE ha rivisto al rialzo, nel mese di ottobre, il tasso d’inflazione di settembre, portandolo al 3%, un decimo in più rispetto a quanto previsto, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dell’elettricità e dei carburanti.
Il FMI, da parte sua, prevede che l’inflazione media si moderi al 2,4% nel 2025 e al 2,0% nel 2026, anche se avverte dei rischi nel caso in cui i prezzi energetici restino elevati.
Allo stesso modo, l’organismo stima un tasso di disoccupazione del 10,8% nel 2025, ancora tra i più alti dell’Unione Europea, e sottolinea che non tutte le famiglie percepiscono la crescita nello stesso modo, riflettendo differenze tra settori e regioni.
Fonte: monedaunica.net