Dopo il super-ciclo di investimenti registrato tra il 2022 e il 2024, il settore spagnolo dei macchinari ha chiuso il 2025 con un assestamento delle vendite. Secondo il report “Flash sectorial – Maquinaria 2026” pubblicato da Solunion, il fatturato del comparto è sceso a 2.208 milioni di euro, con un calo di quasi il 5% rispetto al 2024. Il dato, secondo l’analisi, riflette il fatto che il settore non solo non ha rinnovato il proprio portafoglio ordini, ma ha continuato a operare attingendo al portafoglio accumulato negli anni precedenti.

L’esportazione resta il tratto distintivo del comparto, con un peso pari al 78,8% sulla produzione totale, e una sostanziale tenuta delle vendite estere (-0,5%). Tra i mercati di destinazione, secondo il report spiccano Stati Uniti e Germania. Negli USA, la politica di onshoring ha spinto molte aziende ad accelerare o mantenere gli investimenti in vista di un atteso aumento della produzione interna, nonostante i dazi. La Germania conserva il proprio ruolo di mercato tradizionale pur in una fase economica complessa, mentre si segnala l’ingresso dell’India, mercato dal grande potenziale ma molto competitivo. Di segno opposto la dinamica in Cina, dove il peso delle vendite è sceso dal 10% del 2024 al 6% del 2025 per effetto delle politiche di protezionismo interno, e in Messico, dove l’incertezza legata ai dazi e al rinnovo del trattato di libero scambio ha frenato gli investimenti non essenziali (dal 18% al 10%).

Sul piano della redditività, secondo quanto dichiarato da Joseba Esparza, analista crediti di Solunion España nel report, il settore è riuscito a mantenere margini stabili grazie alla stabilità dei prezzi delle materie prime (acciaio e alluminio) e all’allentamento delle tensioni nella catena di fornitura, in particolare per i componenti elettronici. La sfida principale resta invece l’assorbimento del forte incremento del costo del lavoro degli ultimi esercizi, oltre a un costo finanziario ancora elevato nonostante la moderazione dei tassi di interesse.

Una ripresa ancora incipiente nel 2026

Il portafoglio ordini chiuso nel 2025 mostra un lieve recupero rispetto all’anno precedente (+2,29%, contro il -23% del 2024), anche se il livello degli investimenti resta lontano dai valori considerati accettabili, fatta eccezione per ambiti come robotica e automazione. All’interno del settore emergono dinamiche divergenti: il sottosettore della deformazione, fortemente legato all’automotive, continua a soffrire per il rallentamento degli investimenti in questo comparto e per la concorrenza cinese; al contrario, il sottosettore dell’asportazione di truciolo, con applicazioni più diversificate, mostra una ripresa con crescite a doppia cifra, trainata da settori come aerospaziale, ferroviario ed energia.

Per quanto riguarda i mercati, il report segnala una crescita degli ordini in Spagna (+41%) mentre l’export complessivo cala (-1,65%); tuttavia l’Europa cresce del 17,5% e gli Stati Uniti del 4%, diventando il primo mercato per acquisizione di ordini (22%), mentre la Cina prosegue il proprio calo (-1,2%). Questo lieve recupero della domanda lascia prevedere, secondo Solunion, un 2026 di sostanziale stagnazione, con crescite a una sola cifra nelle vendite, anche se sarà necessario monitorare i prossimi trimestri per confermare un’eventuale ripresa più solida, considerando che l’indice PMI manifatturiero mantiene una tendenza negativa a giugno. Il report sottolinea inoltre la persistenza di un’elevata incertezza geopolitica e macroeconomica, aggravata dal conflitto in corso in Medio Oriente, che induce gli investitori ad adottare un atteggiamento attendista.

La Cina, nuovo protagonista del settore

Il report dedica un approfondimento al ruolo della Cina, che secondo i dati citati rappresenta circa il 50% del consumo mondiale di macchina utensile e altrettanto della produzione globale. Il governo cinese ha promosso lo sviluppo di produttori nazionali, riducendo la dipendenza dalla tecnologia occidentale, e una moneta svalutata unito a un’inflazione più contenuta rispetto all’Europa conferisce un vantaggio competitivo ai produttori asiatici, soprattutto nei segmenti definibili come “commodity”. Questa dinamica, secondo Solunion, sta spingendo i produttori europei a riposizionarsi verso nicchie ad alto valore aggiunto, con elevata specializzazione, in settori come aerospaziale e difesa.

Insolvenze e morosità in miglioramento

Sul fronte delle insolvenze, il 2025 si è chiuso con 109 concorsi di creditori nel settore, in calo del -37% rispetto al 2024, pur restando lontano dai minimi del 2020. Il miglioramento è attribuito, secondo il report, alla distensione dei tassi di interesse e alla resilienza finanziaria delle imprese del comparto. Per il 2026 Solunion prevede una stabilizzazione delle insolvenze su livelli simili a quelli del 2025. Anche la morosità mostra un andamento migliore rispetto alla media nazionale, pur restando sotto osservazione, con un comportamento differenziato tra la componente manifatturiera, più esposta, e quella di intermediazione (trading), più stabile.

Fonte: “Flash sectorial – Maquinaria 2026”, Solunion, giugno 2026. Analisi a cura di Joseba Esparza, Analista di Credito di Solunion España.

È possibile scaricare il report completo attraverso il seguente link: https://www.solunion.es/informes-economicos